Piante di cannabis (CBD): l’agricoltura nel settore
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Molti di noi sognano di intraprendere una carriera nell’agricoltura, magari coltivando piante di cannabis ad alto contenuto di CBD. Tuttavia, è fondamentale comprendere che questo settore richiede una dedizione e una passione fuori dal comune. Non è una carriera da intraprendere alla leggera, ma piuttosto un impegno a tempo pieno che richiede abnegazione e determinazione.

Coltivare piante di cannabis in Italia

Prima di tutto, è importante sottolineare che l’agricoltura è un’attività altamente regolamentata. È necessario ottenere le autorizzazioni e le licenze necessarie per poter coltivare e commercializzare qualsiasi genere di prodotto agricolo. Questo richiede tempo, risorse finanziarie e una conoscenza approfondita delle leggi e delle normative locali. Spesso possono venirci in soccorso le associazioni categoria ma il dedalo normativo non va mai sottovalutato.

Inoltre, per coltivare piante di cannabis è necessaria una grande attenzione ai dettagli e una conoscenza approfondita delle tecniche agricole. È fondamentale avere una buona padronanza delle pratiche di coltivazione, come l’irrigazione, la fertilizzazione, la potatura e la cura delle piante. Anche piccoli errori possono avere un impatto significativo sulla qualità e sulla resa delle piante.

Inoltre, l’agricoltura nel settore del CBD richiede una grande flessibilità e adattabilità. Le condizioni meteorologiche, le malattie delle piante e altri fattori esterni possono influenzare la coltivazione e possono richiedere rapidi cambiamenti di strategia. È necessario essere pronti a lavorare sodo e a prendersi cura delle piante anche quando le sfide sembrano insuperabili.

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Piante di cannabis

Coltivazione cannabis: dal terreno al mercato, una sfida sostenibile

La passione per la coltivazione e la dedizione per il settore delle piante di cannabis sono fondamentali per affrontare le difficoltà e i momenti di stress che possono sorgere lungo il percorso. Essere un agricoltore nel settore del CBD significa avere competenze a 360° a partire dalle lavorazioni per preparare il terreno che accoglierà le piante alla conoscenza delle tecniche di marketing disponibili per promuovere il prodotto finito, dalla capacità di pulire, asciugare e conciare correttamente i fiori a intessere relazioni (soprattuto internazionali) per sviluppare un mercato in crescita.

Insomma se prima di sognare un campo di canapa avevate il mito del chiringuito siete sulla cattiva strada, se invece avete braccia da rendere alla terra e un’idea di futuro sostenibile avete trovato la sfida che fa per voi.

Per completare questo articolo vi presentiamo l’intervista a Emanuele Pasquero, Chief Grower di SMEL – Azienda Agricola Biologica dedicata alla coltivazione del CBD.

Intervista al Chief Grower di SMEL

Buongiorno, Emanuele. Grazie per aver accettato questa intervista. Potresti raccontarci un po’ di te e del tuo ruolo in SMEL?

Emanuele Pasquero: “Certo, è un piacere essere qui. Sono Emanuele Pasquero e sono il Chief Grower di SMEL, nonché fondatore. La mia responsabilità principale è supervisionare e gestire l’intero processo di coltivazione del CBD. Mi occupo di tutto, dall’acquisizione dei semi alla cura delle piante, fino alla raccolta dei fiori di CBD di alta qualità.”

Coltivare piante di cannabis può essere una sfida. Puoi condividere alcune delle difficoltà che hai affrontato nel tuo lavoro?

Emanuele Pasquero: “Assolutamente. La coltivazione del CBD presenta diverse sfide. Dal punto di vista meteorologico, dobbiamo fare i conti con l’instabilità delle condizioni atmosferiche che possono influenzare la crescita delle piante. Le piogge improvvise, ad esempio, possono causare problemi di drenaggio e marciume delle radici. Inoltre, le temperature estreme, sia alte che basse, possono influire negativamente sulle piante.

Gli insetti rappresentano un’altra sfida significativa. Siamo costantemente alla ricerca di metodi biologici per proteggere le nostre piante dai parassiti, al fine di mantenere una coltivazione completamente naturale ed ecologica. Questo richiede una costante supervisione e un intervento tempestivo per prevenire danni alle piante.

Dal punto di vista economico, la coltivazione del CBD richiede investimenti abbastanza significativi. Dobbiamo assicurarci di avere le risorse necessarie per acquistare i semi di alta qualità, fornire la cura adeguata alle piante, garantire una corretta crescita e ultimo ma non per importanza curare il fiore una volta raccolto in tutte le fasi che lo porteranno al consumatore.

Piante di cannabis

Emanuele, potresti condividere con noi quando hai preso la decisione di dedicarti all’agricoltura e successivamente al CBD, considerando che hai solo 27 anni?

Emanuele Pasquero: “Certamente! La mia passione per l’agricoltura è iniziata fin da giovane. Crescendo in una zona fitta di agricoltori, ho avuto l’opportunità di trascorrere molto tempo nella campagna e di apprezzare la bellezza e l’importanza del settore agricolo.

Quando ho avuto l’opportunità di lavorare in un’azienda agricola biologica, mi sono reso conto che era il percorso che desideravo seguire. Grazie a tantissime esperienze sul campo nell’ambito dell’agricoltura e ho acquisito conoscenze approfondite sulle tecniche di coltivazione biologica.

L’interesse per il CBD è nato successivamente, quando ho iniziato a informarmi sulle sue proprietà terapeutiche e sul crescente mercato legato ad esso. Ho visto l’opportunità di unire la mia passione per l’agricoltura con la produzione di un prodotto naturale e benefico per le persone.

Dedicarmi completamente alla coltivazione del CBD, unendo la mia esperienza agricola con la mia passione per l’agricoltura sostenibile e la produzione di prodotti naturali. È stato un passo importante nella mia carriera, ma sono felice di averlo fatto.”

Raccontaci un episodio drammatico legato alla tua esperienza di agricoltore?

Emanuele Pasquero: “Sono stati tanti i momenti di tensione perché l’agricoltura non è più la scienza esatta di 100 anni fa. Il clima è completamente impazzito, per esempio. Per rispondere alla tua domanda ricordo che nel 2021 eravamo in pausa pranzo ed è cominciata una grandinata biblica. Eravamo distanti circa 300 metri dal campo al riparo di una tettoia.

Il suono della grandine sul tetto era assordante e ci era impossibile muoverci per correre al campo, inoltre la grandine era così fitta da impedirci una qualsiasi visuale oltre i 10 metri, in pochi minuti abbiamo maturato con terrore l’idea che il campo fosse andato completamente perso. 25 minuti di terrore puro. Quando ci siamo potuti avvicinare finalmente alle piante di CBD e abbiamo scoperto che la grandine aveva colpito solo due dei 30 filari abbiamo tirato un sospiro di sollievo. È stata una grandinata, oserei dire, chirurgica.” (Sorride)

Grazie per la tua condivisione, Emanuele. Alla luce delle tue esperienze nel settore del CBD, quali consigli daresti a coloro che stanno considerando di intraprendere un’impresa in questo campo?

Emanuele Pasquero: “Certamente! Prima di tutto, vorrei sottolineare che l’industria del CBD offre grandi opportunità, ma richiede anche impegno, pazienza e una solida conoscenza del settore. Quindi, ecco alcuni consigli che vorrei condividere:

1. Educatevi: Prima di tutto, è fondamentale acquisire una conoscenza approfondita sul CBD, le sue proprietà, i regolamenti e le ultime tendenze del mercato. Investite tempo nell’aggiornarvi sulle ricerche scientifiche e sulle normative vigenti per essere in grado di prendere decisioni informate.

2. Costruite una rete di supporto: Trovate mentori e professionisti del settore che possano guidarvi e darvi consigli preziosi. Collaborate con agronomi, esperti di estrazione e altri professionisti che possono aiutarvi a raggiungere il successo.

3. Scegliete la qualità: Concentratevi sulla produzione di prodotti di alta qualità. Investite in tecniche di coltivazione sostenibili, utilizzate semi di qualità e seguite pratiche di estrazione sicure ed efficienti. La qualità del prodotto sarà fondamentale per distinguervi nel mercato e costruire una reputazione solida.

4. Siate consapevoli delle sfide: Il settore del CBD è in continua evoluzione e ci sono sfide da affrontare. Dalla complessità delle normative alle fluttuazioni del mercato, è importante essere preparati ad affrontare ostacoli e adattarsi alle nuove sfide che si presenteranno.

5. Mantenete l’entusiasmo e l’ottimismo: Nonostante le difficoltà, mantenete sempre un atteggiamento positivo. L’entusiasmo e l’ottimismo vi daranno la spinta per superare gli ostacoli e lavorare duramente”.

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FAQ

Quali sono le leggi e le regolamentazioni sulla coltivazione di cannabis in Italia?

Attualmente, in Italia la coltivazione e l’uso della cannabis sono disciplinati dalla legge 242/2016, nota come legge sulla cannabis. Secondo questa legge, la coltivazione della cannabis è consentita solo per scopi industriali, scientifici o medici, ma solo previa autorizzazione. Le autorizzazioni per la coltivazione di cannabis a fini medici o scientifici sono rilasciate dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), mentre quelle per scopi industriali sono gestite dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MiPAAF). La coltivazione per uso personale è considerata illegale, anche se ci sono state interpretazioni giurisprudenziali che hanno stabilito che piccole coltivazioni per uso personale possono essere tollerate, soprattutto se destinate all’autoproduzione e non alla vendita.

Qual è il modo migliore per conservare la cannabis?

Per conservare la cannabis a lungo termine mantenendone intatte la freschezza, la potenza e il sapore, è essenziale adottare alcune pratiche. La cannabis dovrebbe essere conservata in un contenitore ermetico, preferibilmente di vetro, che impedisca l’ingresso di aria e luce. L’umidità è un altro fattore critico; la cannabis deve essere conservata in un ambiente fresco e asciutto, poiché l’umidità e il calore possono favorire la crescita di muffe e degradare la qualità della cannabis nel tempo. È inoltre consigliabile evitare di conservare la cannabis vicino a fonti di calore o luce diretta del sole, in quanto queste possono accelerare la degradazione dei cannabinoidi e dei terpeni.

Quali sono le migliori varietà di cannabis?

Le varietà di cannabis sono numerose e variano notevolmente per quanto riguarda i loro profili di cannabinoidi, terpeni e effetti. Alcune delle varietà più popolari includono le indiche, che tendono ad avere effetti sedativi e rilassanti, le sative, che sono associate a effetti più energetici e cerebrali, e gli ibridi, che combinano caratteristiche di entrambe le varietà. Le migliori varietà dipendono dagli obiettivi e dalle preferenze individuali dell’utente, che possono essere orientati verso determinati effetti, sapori o livelli di THC/CBD.

Quali varietà di cannabis sono adatte per l’ansia?

Per l’ansia, si consiglia spesso di cercare varietà di cannabis con un alto contenuto di CBD e basso contenuto di THC. Il CBD è noto per i suoi potenziali effetti ansiolitici senza gli effetti psicoattivi associati al THC. Alcune varietà specifiche con queste caratteristiche includono Charlotte’s Web, Harlequin e Cannatonic. Tuttavia, la risposta individuale può variare, quindi è consigliabile sperimentare con diverse varietà per trovare quella più adatta alle proprie esigenze.

Come viene utilizzata la cannabis?

La cannabis viene utilizzata per una varietà di scopi, tra cui scopi ricreativi, medici e industriali. Le persone possono fumarla, vaporizzarla, consumarla sotto forma di alimenti (noti come “edibles”), o utilizzarla per produrre oli, estratti e altri concentrati. A fini medici, la cannabis può essere prescritta per alleviare sintomi come dolore cronico, nausea, convulsioni, ansia e depressione. In ambito industriale, la fibra di canapa può essere utilizzata per produrre tessuti, carta, materiali edili e molto altro ancora.

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